Il forziere ingioiellato

Sull’ultima isola prima della fine del mondo si trova una possente montagna. E, nascosta nel profondo della foresta che ricopre le pendici della montagna, si trova l’entrata di un labirinto di caverne sotterranee. E, scavata nelle estreme profondità del labirinto, si trova una grotta.

Come ci si può immaginare, la grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo non è un luogo molto frequentato. Ci si aspetterebbe quindi che, al di fuori di rocce e oscurità, la grotta sia completamente vuota.

E invece, all’interno della grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo, si trova un forziere.

Un forziere di legno ricoperto di pietre preziose, buttato lì, in un angolino buio. Non si sa chi sia stato a buttarlo lì, ma in un qualche modo la voce della sua esistenza si è sparsa nelle cerchie di avventurieri e collezionisti.

Tra di esse si mormora che chiunque sollevi il coperchio del forziere ingioiellato troverà al suo interno ciò che desidera più di ogni altra cosa al mondo.

Per questo motivo, innumerevoli avventurieri sono partiti in cerca del forziere nella grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo. Di questi innumerevoli avventurieri, quelli che sono riusciti nell’impresa si possono invece contare molto facilmente sulle dita di una mano. O anche di un piede. Basta che la mano o il piede abbiano almeno quattro dita.

Sono infatti quattro gli eroi che hanno compiuto l’impossibile e sono giunti al cospetto del forziere ingioiellato.

Purtroppo per i quattro eroi che hanno compiuto l’impossibile, una volta giunti al cospetto del forziere ingioiellato la soddisfazione di aver compiuto l’impossibile è durata ben poco.

Non è neanche stata colpa loro. Avevano fatto tutto giusto, poverini.

Il problema è che la leggenda del forziere è costruita su un presupposto sbagliato.

Un forziere, seppure magico, pensa in modo molto diverso rispetto a una persona. Come ci si può aspettare quindi che il forziere legga il subconscio contorto di un avventuriero e riesca a estrapolarne la cosa che davvero questi desidera più di ogni altra? Il forziere ha pensieri molto semplici e diretti. È per questo motivo che il forziere concede il primo desiderio che vede affiorare nella mente di chi lo apre, e purtroppo, nella maggior parte dei casi, questo finisce per essere la prima cosa banale che l’avventuriero sta pensando in quel momento.

Per farvi un esempio, il primo tra gli eroi in questione, finalmente giunto nella grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo dopo aver affrontato un’ardua impresa dopo l’altra, era comprensibilmente affamato. Tanto che, nel sollevare il coperchio del forziere, si è permesso per un attimo di fantasticare sul pane e formaggio che lo aspettavano nella sua bisaccia, e se solo avesse avuto anche qualche fettina di salame sarebbe stato proprio un gran bel pranzetto…

È bastato un attimo.

All’interno del forziere ha trovato un salame e niente di più.

Per fortuna, gli eroici avventurieri che lo hanno succeduto sono sempre stati abbastanza previdenti da mangiare a sufficienza prima di raggiungere la grotta del forziere. Ma il fatto che non siano stati traditi da un languorino non vuol dire che le cose siano andate molto meglio per loro.

L’eroe n.3, per esempio, non avrebbe mai sospettato che la sua disfatta sarebbe stata una folata di vento. Il poveretto aveva a malapena fatto in tempo a posare gli occhi sul forziere ingioiellato che è stato colto alla sprovvista da un misterioso spiffero e la sua fiaccola si è spenta, gettandolo nell’oscurità più totale.

Al che, lui si appresta subito a recuperare la scatola di fiammiferi che ha con sé, che però nella foga gli sfugge di mano, rovesciandosi sul terreno con un acquoso splof moltopoco promettente. Per fortuna, prima che la fiaccola si spegnesse era riuscito a dare un’occhiata generale alla grotta e aveva notato sulla sinistra un vecchio baule di legno, proprio accanto al forziere ingioiellato. Percorrendo a tentoni i pochi passi di distanza, si inginocchia davanti al vecchio baule e apre il coperchio in cerca di qualcosa che lo aiuti a fare un po’ di luce. Non può certo sperimentare i miracolosi poteri del forziere ingioiellato in tutto il loro splendore al buio…

In quell’istante gli si accende una lampadina.

Che strano, non aveva proprio notato che ci fosse una lampadina sulla parete della grotta. Com’è possibile poi che l’elettricità arrivi fin quaggiù? Guardando bene, non ci sono né fili né interruttori da nessuna parte, eppure la lampadina brilla senza esitazione…

Al poveretto ci è voluto un po’ per capire quello che era successo, e quando lo ha capito non ci voleva credere. Il vecchio baule di legno dall’aspetto malandato e ben poco magico che aveva aperto era in realtà il forziere delle leggende. Prendendosi più di un attimo per osservarlo con attenzione, era impossibile non notare le pietre preziose, per quanto incrostate e opache, che vi erano incastonate.

Ma allora da dove veniva quel secondo forziere gloriosamente ingioiellato e splendente?

La risposta è ovvia. Dall’avventuriero n.2, che nel sollevare il coperchio del vecchio baule malandato si è lasciato sfuggire un pensiero: certo che mi aspettavo un forziere molto più bello…

Ed ecco che un attimo dopo, accanto al malandato baule ne è apparso dal nulla un secondo mille volte più sfavillante.

Ovviamente era completamente vuoto, l’eroe n.2 ha controllato. E poi se n’è andato via nello sconforto più totale, abbandonando lì il forziere fasullo.

L’ultimo avventuriero a raggiungere la grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo è stata in realtà un’avventuriera.

Finalmente la società in cui lei viveva aveva raggiunto la parità di genere e il destino di una donna non era più scolpito nella pietra. Ora qualsiasi materiale e tecnica artistica erano a sua disposizione, al posto della canonica statua di pietra a forma di un matrimonio imposto, faccende di casa a tempo pieno e figli da accudire mentre il marito è impegnato a fare l’avventuriero, per esempio.

Le donne adesso, invece che ritrovarsi affibbiate la solita statua scolpita da altri, avevano la possibilità di martellare, modellare, intagliare e persino impastare il proprio destino nella forma che più desideravano.

Avevano quindi la libertà di partire per stupide avventure al pari degli uomini, lasciando a casa eventuale marito/moglie/partner a prendersi cura di eventuali figli. E, avendo ricevuto un’appropriata formazione nelle scuole per avventurieri, avevano tutto quello che gli serviva per partire all’avventura e avere successo. Beh, tutto tranne la fiducia della società nelle loro capacità e un supporto economico al pari dei colleghi maschi. Ma vabbè, dettagli.

E così questa impavida avventuriera è diventata l’eroe n.4.

Con la pancia piena e una torcia elettrica in pugno, l’avventuriera finalmente entra nella grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo e spegne la torcia.

Non le serve più. La stanza infatti è ben illuminata da una piccola lampadina. E subito sotto di essa si trovano due forzieri.

I gioielli che ricoprono il forziere sulla destra luccicano sfarzosamente sotto la luce elettrica, facendo sfigurare il forziere sulla sinistra, più piccolo e piuttosto malridotto.

Non può che essere un ultimo test.

L’avventuriera si siede a gambe incrociate e inizia a studiare i due forzieri, così come la grotta che li contiene.

Solo uno dei due può essere il vero forziere ingioiellato che esaudisce desideri. Fermandosi alle apparenze, la scelta sarebbe ovvia. Ma osservando con attenzione il forziere sulla sinistra, l’avventuriera nota che il legno di cui è composto è in perfetto stato, mentre le pietre incastonate su di esso mostrano segni di usura. Come se fossero state aggiunte solo in un secondo momento, e il potere magico dello scrigno fosse invece racchiuso nel legno, facendo sì che sia rimasto immutato anche dopo secoli.

Presa una decisione, l’avventuriera si avvicina al forziere, si concentra intensamente e in un movimento fluido solleva il coperchio.

Al suo interno non c’è niente.

L’avventuriera annuisce e si lascia sfuggire un sorriso.

Per un attimo pensa che potrebbe provare a portare il forziere via con sé, permettere un tentativo anche ad altri, ma subito cambia idea.

Perché rovinare il divertimento a chi sarebbe venuto dopo di lei?

Così se ne torna a casa a mani vuote.

Ad oggi il forziere ingioiellato si trova ancora là, nella grotta più profonda sotto l’ultima montagna prima della fine del mondo, in attesa della prossima persona che riuscirà a scovarlo.